Questo è il primo post che (non) parla di noi

Ciao a tutti,
lo so, siete abituati a leggere post che parlano delle nostre serate, foto delle feste a cui siamo stati, riflessioni e osservazioni su come sono andate le serate… ecco…

…poi una sera ti metti lì e dici: “ma gli Articolo5 non sono solo un gruppo di animazione!!” Cavolo!! E’ vero!! Siamo un gruppo di amici, di persone, con interessi, curiosità, problemi… Insomma siamo uomini e donne di buona volontà (cit.) che vivono la propria vita come te che leggi e che magari sei lì che pensi a tutte le cose che ancora ti mancano da fare prima di andare a dormire…

Da quel pensiero condiviso con mia moglie nasce questo post, già perché poi alla fine è stata lei che con un lapalissiano quanto illuminante “scrivi di quello che ti piace, che ne so, di musica” ha dato la scossa giusta alle sinapsi del mio cervello.
E allora eccomi qua, inizio io, Ivan, ovvero quel simpatico umorista che alle nostre feste riempie di parole le vostre orecchie, quello che vi viene a pescare quando siete seduti al tavolo del pranzo di nozze e vi porta nel mezzo della pista a ballare, o più semplicemente quello che vi intrattiene.

Mi piace molto la musica, di ogni tipo, ho dei generi preferiti ma ascolto veramente di tutto. Penso che la musica mi abbia accompagnato lungo tutto il percorso della vita anche se in tutta sincerità tantissime volte non me ne sono nemmeno accorto e ci è voluto del tempo passato a riflettere per capire che ne ho assorbita talmente tanta che è veramente parte di me.
Se penso ai primi anni della mia esistenza non posso far altro che pensare alla musica napoletana, quella cantata in modo celestiale dalla mia nonna, quella dei film in bianco e nero sulla TV, quella che ancora oggi mi mette allegria e mi permette di fare un figurone alle feste dove se sai “o surdato ‘nnammurato” sei un grande!
Proseguendo con gli anni sento ancora nelle orecchie e nella testa le sigle dei cartoni animati, quelle dei pomeriggi a fare i compiti e a guardare Bim Bum Bam, con Bonolis e Licia Colò, e tanti altri che adesso sono affermatissimi personaggi della TV o del cinema, quelle dei tempi in cui “alle 4 si fa merenda”, quelle che non c’è festa, compleanno, matrimonio, che non le abbia sentite cantare a squarciagola!
“Sulla cima dell’olimpo c’è una magica città…”

Arrivo poi all’adolescenza e al periodo delle superiori e vengo travolto dai tormentoni, dalla musica commerciale in generale, siano essi i Queen piuttosto che i Doors o la musica da discoteca digerisco qualsiasi cosa sia importante per la “compagnia” per i miei “soci”, quella che se si va alla serata “Hardcore Warriors” del Number One di Rovato allora non puoi non ascoltarti le cassettine di Lancinhouse per una settimana, ma se si va alla serata “rock” dei mille pub che sono nati in quegli anni, devi sapere a memoria almeno Losing my religion dei REM, gli Aerosmith, i Dire Straits, e via così…
In questo periodo vengo attratto dalla musica house, progressive, hardcore, deephouse, dance in generale, mi piacciono gli after hour nei locali più trasgressivi e comincio a mixare, con mezzi di fortuna, ma nasce in me la passione più che altro per il microfono, facendo il verso a quei vocalist che hanno fatto la storia della musica dance anni ’90 (chi non ricorda le “favole” di Franchino?!?)…
All’università è tutta un’altra storia, scopro il jazz e me ne innamoro. Scopro che il jazz incarna quello spirito di ricerca, di sperimentazione, di libertà che cercavo da teenager nella musica da discoteca senza però trapanarmi il cervello con i volumi troppo alti, in 5 anni ascolto tonnellate di jazz, dai grandi classici al jazz di ricerca dei paesi del nord.
Riesco a spendere anche un capitale per andare ad ascoltare Keith Jarret dal vivo a Bergamo, ma è un’esperienza mistica che è valsa ogni euro.
Poi è tutto un misto, il jazz rimane, si è aggiunto l’hip hop, il rap italiano, l’electro swing e non di rado mi soffermo ad ascoltare il country, immaginandomi solo, in sella al mio destriero, mentre con un filo di paglia in bocca e il cappello da cowboy in testa sto tornando a casa da mia moglie, che mi aspetta davanti “a una zuppa di fagioli, una bistecca alta tre dita e ad una mooontaaagna di patatine fritte, gran matusalemme ballerino! (cit.)” poi riapro gli occhi e rallento perché la coda in tangenziale mi si para davanti come il mar Rosso…

Come primo post che (NON) parla di noi direi che ci siamo, che ne dite?
Ma soprattutto, qual è e qual è stata la colonna sonora della vostra vita?

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